giovedì 18 giugno 2015

I giovani - J. D. Salinger (#1 Storia di un libro)



Questo articolo ha come oggetto un libro, ma non è una recensione. Il libro è Three Early Stories, raccolta di racconti di J.D. Salinger, uscita in Italia con il titolo I giovani, tradotta da Delfina Vezzoli per Il Saggiatore (2015). Occorre fare prima qualche passo indietro e vedere un po' come è nata questa raccolta, in un secondo articolo mi vorrei occupare meglio dell'edizione italiana e, più direttamente, dei racconti.

No good book deserves to fall into obscurity. Questo è il motto di una casa editrice indipendente americana, la Devault-Graves. Nel maggio 2014 sorprende tutti i lettori di Salinger con la pubblicazione di una raccolta di tre racconti giovanili dell'autore. Dico 'sorprende' perché sono note le rigide disposizioni testamentarie di Salinger che bloccano (fino a una certa data?) la pubblicazione di inediti e la ripubblicazione di lavori che esulano dal ristretto canone di opere autorizzate. Ci sono infatti alcuni racconti di cui, pur essendo stati già pubblicati, Salinger ha impedito la ripubblicazione in altra veste editoriale. A essere rigorosi, dunque, di Salinger esistono sia dei testi totalmente inediti, sia dei testi che in qualche forma sono stati pubblicati su riviste e giornali, testi che al momento sarebbero destinati a restare sconosciuti per la maggior parte dei lettori.


Nel caso di di Three Early Stories si tratta di una riedizione, i tre racconti erano già stati pubblicati. Gli editori hanno violato il veto di Salinger? In un certo senso no. Grazie a un'accurata ricerca tra i ventuno racconti pubblicati dallo scrittore prima dell'uscita de Il Giovane Holden (1951), gli editori hanno scoperto che tre di questi racconti non erano mai stati registrati dall'autore tra le opere protette da eventuali pubblicazioni. Ma non basta, per aggirare ogni possibile reclamo e giustificare la nuova edizione, gli editori hanno dovuto trovare un modo per aggiungere qualcosa di unico e originale al testo: ecco quindi l'idea di accompagnare i racconti con delle illustrazioni realizzate ad hoc. Da una parte c'è dunque la legge che consente l'acquisizione dei diritti, dall'altra è evidente che Salinger non avrebbe permesso la pubblicazione nemmeno di questi tre racconti, figuriamoci se accompagnati da illustrazioni! Dal momento che abbiamo in mano questo libro, direi che è chiaro chi l'abbia spuntata.

Edito e inedito, e forse anche una via di mezzo. Qui si potrebbe aprire l'annosa questione da una parte del rispetto della volontà dell'autore, e dall'altra di una sorta di diritto alla fruizione di un'opera che è comunque da considerarsi un patrimonio collettivo, come lo è sicuramente tutta la letteratura. Fino a dove si deve spingere il rispetto per la proprietà intellettuale di un autore? Un testo, benché inedito o difficilmente reperibile, c'è. Come negarne l'esistenza? Non avrebbe potuto l'autore stesso provvedere alla distruzione del materiale da non pubblicare? Mi sento tuttavia di fare alcune precisazioni in merito.

Nel 19 a.C. muore Publio Virgilio Marone, il suo capolavoro, l'Eneide, deve ancora essere rifinito, alcuni versi sono solo abbozzati. L'Eneide dunque è destinata, dal suo stesso autore, ad essere distrutta dalle fiamme; ma grazie all'intervento di Vario Rufo, e l'interessamento di Augusto, l'opera viene comunque pubblicata benché imperfetta. L'Eneide sarà poi per secoli il testo latino più letto. Il testo più rappresentativo della classicità latina è stato pubblicato contro la volontà dell'autore. Questo dimostra incontrovertibilmente che assumere una posizione di estrema rigidità nel rispetto della volontà di un autore potrebbe portare dei danni irreparabili, non a dei lettori un po' troppo ossessionati, ma, potenzialmente, alla storia di una civiltà intera.

Ma il caso dei tre racconti di Salinger è ancora diverso. Come ho già sottolineato, non si tratta di testi finora inediti! I racconti in questione appartengono alla prima produzione dell'autore ed erano stati pubblicati su piccole riviste tra il 1940 e il 1944. Insomma, sono racconti che erano già usciti dal cassetto della scrivania di Salinger. Al di là delle questioni legali, di copywright, se si considera la vicenda da un punto di vista più filologico-letterario, un testo può essere edito o inedito, non ci sono vie di mezzo. Un testo edito è per definizione disponibile a un pubblico potenziale, grande o piccolo che sia, e ha una vita propria, indipendente da quella dell'autore, in particolar modo dopo la sua morte. Salinger è più di un autore di culto, il posto delle sue opere nella letteratura americana (e non solo) è palese, le sue opere sono un patrimonio collettivo. Questo per dire che, a mio parere, è pienamente legittimo e assolutamente da non biasimare il fatto di ripubblicare questi tre racconti (anche se con mezzi forse poco ortodossi). Sarebbe anche altrettanto auspicabile che gli altri racconti, già pubblicati su riviste e giornali ma sui quali pende il divieto di Salinger, siano ripubblicati. Naturalmente il discorso è del tutto differente per quanto riguarda i testi ancora inediti, le motivazioni di un autore di non pubblicare un'opera posso essere molto profonde; ma occorre comunque tenere presente la morale del caso virgiliano.

Ci sono poi certamente delle accortezze che permetterebbero una pubblicazione perlomeno rispettosa dell'autore, anche di un autore così problematico come Salinger. Raccogliere i racconti in un'antologia con un titolo non scelto da Salinger, magari con un ordine particolare dei testi, sarebbe probabilmente forzare troppo; meglio, ad esempio, un'edizione filologicamente neutra e inappuntabile che segua l'ordine di pubblicazione dei racconti, senza aggiungere altro. Un'edizione del genere non riesco proprio a vederla come un tradimento. Con il diffondersi dell'editoria digitale non sarebbe poi impensabile pubblicare i racconti singolarmente, riportando essenzialmente il testo apparso sulle riviste e i giornali. Sempre per una questione di rispetto, la scelta/necessità degli editori di accompagnare i tre racconti con illustrazioni non è tra le più felici.

Un'ultima nota. Con questo libro non siamo di fronte all'ennesimo caso in cui si scandagliano gli abissi della produzione minore e di dubbio valore di uno scrittore pur di pubblicare qualcosa. I racconti sono sorprendentemente già molto 'salingeriani', anche se giovanili e magari non all'altezza dei testi più noti di Salinger. L'esiguità di materiale su questo scrittore rende sicuramente interessante anche l'uscita di una raccolta così contenuta.


Piccola rassegna stampa:

Qui vi propongo una breve selezione degli articoli da cui ho tratto le informazioni sulla storia editoriale del testo. In verità la vicenda delle opere inedite ed edite di Salinger è molto più complessa, come è complesso l'atteggiamento dello scrittore verso la scrittura in sé, la celebrità, l'eredità letteraria che ha lasciato. Io non sono in grado di restituire tutto questo, non sono un cultore di Salinger! Nella sua storia non mancano vari tentativi di pubblicazione, accordi saltati, edizioni non approvate dall'autore e un certo mistero intorno a delle possibili imminenti pubblicazioni postume volute dall'autore stesso. Ancora una volta tutto questo fermento non può che far riflettere sulla reale proprietà di un'opera intellettuale, sulla letteratura come bene comune, sulla filologia d'autore e sulle responsabilità di un'editoria di qualità.

Questa è la pagina dell'editore in cui si presenta la raccolta. Non manca un'esauriente rassegna stampa. Interessanti le notazioni sulle riviste da cui sono stati tratti i racconti e una brevissima ma efficace presentazione di ciascuno dei tre racconti.

Questo è l'articolo del The Guardian che riassume brevemente la vicenda editoriale e di acquisizione dei diritti. C'è anche un'allusione all'uscita, questa volta assolutamente illegale, di altri tre testi di Salinger, tra cui un racconto che sembra particolarmente interessante.

Questo è uno dei primi articoli scritti in occasione dell'uscita della raccolta. Si trovano anche brevi dichiarazioni dell'editore sul tema delle illustrazioni e sulla scelta della veste grafica.

In questo articolo del Washington Post si spiega meglio la strategia dell'illustrare i racconti, si possono leggere anche delle dichiarazioni dell'artista.

Il documento più interessante, assolutamente da conoscere per tutti gli amanti di Salinger, è questo articolo apparso nel New York Times del 1974. Salinger, per la prima volta dopo vent'anni, rilascia un'intervista telefonica in cui spiega i motivi del suo silenzio, il conflittuale rapporto con l'editoria e la reazione infastidita per le edizioni non approvate delle sue opere. Una riflessione sempre attuale sul libro e la letteratura anche come prodotti di consumo.




2 commenti:

  1. Non ho scavato così a fondo nella vicenda editoriale della raccolta, mi sono limitata a leggerla ma aspetto il tuo commento per dirti la mia opinione. Notevole la postfazione del volumetto, comunque.

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    1. Infatti io con il prossimo articolo voglio arrivare proprio lì, a quella meravigliosa postfazione di Vasta ;-)

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