martedì 30 giugno 2015

Collezione giugno 2015




Ecco quello che ho letto questo mese. Sarò rapido, se poi ci sarà qualche cosa da aggiungere, lo farò con calma in recensioni singole, il caldo si fa sentire e il mare chiama...


Qui è il titolo del graphic novel molto particolare di Richard McGuire. Ogni tavola che compone il libro ha lo stesso punto di vista, inquadra, per così dire, la stessa scena, ma attraverso continui spostamenti sull'asse temporale si intrecciano le storie delle persone che hanno abitato quel luogo in momenti diversi. Per la maggior parte del libro questo luogo corrisponde al salotto di una casa. McGuire spinge questo spostamento cronologico all'estremo, mostrando cosa vi fosse in quel luogo prima della costruzione della casa, prima della formazione dei continenti e così via. Non solo ci fa viaggiare nel passato, ma anche nel futuro! I piani temporali si intersecano, con un particolare effetto visivo, in ogni tavola è possibile vedere eventi che sono avvenuti nello stesso luogo su piani temporali diversi. Avete capito qualcosa? No, vero? Fate prima a prenderlo in mano e sfogliarlo. Sicuramente è un'esperienza di lettura insolita, l'idea è molto originale, ma il risultato finale non è eccezionale. Graficamente è indiscutibilmente bello, ma dopo un po' questi salti temporali sono ridondanti. Non mi ha lasciato granché un volta arrivato alla fine.


Giovanni e le mani è un breve romanzo di Franco Fortini. Giovanni ha una malattia, che non viene mai descritta nel libro, si sa solo che è molto grave, ma che è possibile tenerla sotto controllo con delle cure assidue. In verità, fin dalle prime pagine, è piuttosto chiaro che questa malattia ha dei connotati più metaforici che reali. Giovanni è un uomo sospeso, trascorre la sua vita in attesa, con la minaccia incombente rappresentata da questa malattia. È possibile una cura per questo stato, per questa condizione? Giovanni proverà a cercarla attraverso l'aiuto di due medici molto diversi. Il romanzo è molto interessante, merita una rilettura e forse uno spazio maggiore anche in questo blog. Si sente l'influsso kafkiano, e questo continuo entrare e uscire dalla metafora della malattia mi è abbastanza piaciuto.


Vergogna è uno dei romanzi più famosi dell'autore sudafricano John Maxwell Coetzee. David è un insegnante universitario caduto in disgrazia per uno scandalo sessuale, costretto a lasciare il lavoro si trasferisce dalla figlia che vive in una fattoria in campagna. Il romanzo ha al suo centro il rapporto tra padre e figlia, ma anche la difficile convivenza, specie nelle aree più periferiche del paese, tra comunità bianca e nera. È scritto in modo molto asciutto, quasi ruvido. È un buon romanzo, ma mi aspettavo di più.



Il romanzo del mese è stato senza dubbio Amatissima del premio Nobel Toni Morrison. Un libro complesso ma assolutamente appagante. C'è il tema della schiavitù e della libertà, dell'amore protettivo di una madre, c'è la sofferenza di singole storie strazianti che si intrecciano tra loro, c'è la storia americana in un momento estremamente delicato, forse ancora da metabolizzare completamente. Un grande merito ha anche lo stile magistrale della Morrison nel rendere il romanzo così coinvolgente. Insomma, c'è una storia forte, un contesto storico e sociale forte e una scrittura perfettamente all'altezza del compito. Cosa aspettate? Leggete Amatissima!


Le inutili vergogne è il secondo romanzo di Eduardo Savarese. La storia ha come protagonista un medico, appartenente a una ricca e agiata famiglia, che cela la sua omosessualità precludendosi la possibilità di trovare stabilità e serenità con un compagno, accontentandosi invece di avventure occasionali. Attraverso incontri inaspettati e particolari, e il riaffiorare di alcuni ricordi d'infanzia, il protagonista inizia un percorso di liberazione dalle sue inibizioni, le sue inutili vergogne. Nel romanzo c'è anche una riflessione sui vari tipi di amore, carnale e spirituale. Il romanzo non mi ha convinto molto né da un punto di vista stilistico né per il contenuto in sé. Ho trovato alcune forzature nella caratterizzazione dei personaggi e nel modo in cui si struttura la vicenda. Sospendo il giudizio su Savarese, aspettando l'occasione per leggere altro.


Vizio di forma di Thomas Pynchon avrebbe dovuto essere la lettura divertente e spensierata del mese. L'idea di seguire una specie di detective fricchettone anni 70 nelle sue indagini, tra fumi e incontri di personaggi strampalati, devo dire che mi attirava molto. Peccato che questo romanzo è stato per me la noia più assoluta. Ho avuto serie difficoltà ad andare avanti, a un certo punto ho accelerato, giusto per vedere cosa succedeva verso la fine e per non abbandonarlo. Probabilmente sono io che non riesco ad apprezzare una certa ironia e un certo modo di costruire un romanzo, ma proprio non mi è piaciuto. Per il momento mi tocca congelare Pynchon, chissà, in futuro potrei cambiare gusti.



Ho letto anche Caro signor M., l'ultimo romanzo dell'autore olandese Herman Koch. Non avevo mai letto niente di suo, mi piacerebbe prima o poi recuperare anche La cena, probabilmente il suo libro più famoso. Il signor M. è un celebre e acclamato scrittore ormai in una fase discendente della sua carriera, ma che in passato ha avuto grande fama sopratutto per un romanzo che, traendo spunto da una storia vera, raccontava la misteriosa scomparsa di un professore in cui sembrano essere coinvolti due suoi alunni. Koch mescola sapientemente la storia dello scrittore, sempre più spaventato dal probabile oblio che attende la sua opera dopo la sua morte, e la storia vera della scomparsa del professore. Finzione e realtà si alternano, i punti di vista si moltiplicano, Koch riesce a far sprofondare il lettore in un gioco letterario accattivante. È un romanzo leggero ma di gusto, raffinato. Adatto a trascorrere qualche bella giornata estiva sprofondati nella lettura. Un piccolo difetto è probabilmente la lunghezza un po' eccessiva rispetto a quello che effettivamente viene narrato.


Nessun commento:

Posta un commento