domenica 5 aprile 2015

Collezione marzo 2015





Ecco le (poche) letture del mese di marzo.

Chi ti credi di essere? è il secondo libro di Alice Munro che mi capita di leggere, infatti, per una certa intuizione profetica, avevo incominciato la raccolta Il percorso dell'amore poco tempo prima che la scrittrice ottenesse l'ambito riconoscimento. Per la cronaca, quella raccolta di racconti non mi aveva convinto fino in fondo ma nemmeno deluso al punto da voler abbandonare definitivamente l'autrice. E meno male! Perché Chi ti credi di essere? mi è piaciuto molto di più. Adesso capisco perfettamente perché molti consigliano di partire proprio da questo libro.


Chi ti credi di essere? non è una semplice raccolta di racconti, i dieci testi costituiscono infatti un vero e proprio romanzo, tanto che, secondo la mia esperienza, è consigliabile seguire l'ordine dei racconti, il rischio è altrimenti quello di non cogliere a pieno l'evoluzione dei personaggi, in particolare di Rose, la protagonista. Si può dire che i racconti segnano delle tappe di formazione di questa bambina e poi donna, che cerca, non senza cadute e insicurezze, di uscire dalle ristrettezze della vita di provincia. Un grande ruolo giocano i rapporti umani, gli incontri, le frequentazioni con uomini di estrazione molto diversa. La Munro riesce a rendere perfettamente, nella varie esperienze che segnano la vita della protagonista, quella costante tensione tra le radici, che sembrano a tratti segnare il proprio destino, e la volontà di autodefinirsi e costruire liberamente la propria identità. L'aspetto che più mi ha colpito della scrittura di Alice Munro è la capacità di aprire narrazioni dentro la narrazione principale, introducendo dettagli secondari, ritratti di personaggi particolari, ricordi e riflessioni che sembrano non avere un nesso diretto con il fulcro del racconto. Spesso i racconti si aprono con dettagli e situazioni che vengono poi abbandonati, progeuendo, con un percorso a cerchi concentrici, si arriva alla conclusione del racconto dove quel determinato dettaglio o episodio ha acquistato un significato del tutto nuovo. Questa tecnica funziona particolarmente bene in Chi ti credi di essere? proprio perché i racconti si completano fra loro e la ricchezza di dettagli e deviazioni risulta più appagante. Diversamente, nel caso della raccolta dove i racconti non sono interconnessi, ho trovato questo modo di procedere non sempre funzionale: spesso mi è capitato di arrivare a dimenticarmi da che punto fosse partito il racconto, perdendomi totalmente nei piani narrativi! A mio parere il rischio con Alice Munro è quello di godere dello stile, della ricchezza della sua scrittura, ma di non riuscire veramente a penetrare nel testo, non lasciando, almeno su di me, un segno particolarmente profondo.


A causa della discussione della tesi imminente, mi serviva una lettura breve e il più possibile lontana dal mio mondo, una boccata di ossigeno. La scelta è ricaduta sulle famigerate Sette brevi lezioni di fisica di Carlo Rovelli, per chi spulcia costantemente le classifiche di vendita sui vari siti non può non aver notato l'inesorabile ascesa di questo libricino. Ottantotto pagine di fisica, dalla relatività di Einstein alle teorie più avanzate e affascinanti sulla natura più profonda del tempo, dello spazio, quindi anche della vita. Questa lettura potrebbe sorprendere anche il lettore più restio a questo genere di temi e, in generale, al vasto mondo della saggistica. Rovelli non ha solo il dono della chiarezza, ma riesce addirittura a emozionare e coinvolgere in modo del tutto inaspettato. Queste lezioni non sono chiaramente indirizzate a un pubblico specializzato, non hanno l'obiettivo di fornire un quadro esaustivo e completo su questa materia (leggendo questo libro si capirà benissimo anche perché sia impossibile questo) ma aprono soprattutto a riflessioni, pongono domande che sono solo apparentemente per pochi. Le meditazioni di Rovelli, racchiuse in queste brevi lezioni, sono un ottimo esempio di come alle volte un testo saggistico riesca a colpire di più di un romanzo o di un racconto.




2 commenti:

  1. Sette brevi lezioni di fisica ce l'ho in mente da un po'. Tra l'altro proprio quando ho bisogno di distogliere l'attenzione da temi troppo "emotivi" mi piace leggere qualcosa di fisica (anche un manuale).
    Della Munro ho Amico nemico amante e sto leggendo piano piano i diversi racconti che lo compongono. Non sono una lettrice da racconti, ma devo dire che i personaggi femminili hanno davvero una marcia in più.

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    1. Anche io subisco la fascinazione di questi argomenti scientifici che sembrano talmente al di là della realtà contingente da essere quasi fantascienza. Purtroppo le mie conoscenze di fisica sono estremamente limitate ma mi era già capitato di avvicinarmi, molto incoscientemente, ai temi trattati nelle lezioni di fisica. Per questo ti dico che, se come ho capito non sei proprio a digiuno di fisica, potresti trovarlo un po' semplicisitico. Comunque resta che Rovelli ha uno stile impeccabile, nulla da invidiare a un romanziere!

      Sì, i personaggi femminili della Munro sono sempre estremamente curati. Di raccolte di racconti ne ho lette diverse e di tipologie disparate, devo dire che prediligo racconti più essenziali rispetto a quelli che compone la Munro.

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