mercoledì 4 marzo 2015

Collezione febbraio 2015




Più la discussione della tesi si avvicina, meno libri riesco a leggere, è questa la dura verità o almeno la verità che è bello divulgare, per nascondere pomeriggi e serate di puro rincoglionimento a fissare il soffitto o cose del genere. Comunque due libri sono riuscito a raccimolarli anche questo mese.


Una lettura, un grande punto di domanda. Scusate ma in questo periodo non ce la posso fare, ho bisogno di letture più immediate e scorrevoli, e sicuramente Le particelle elementari di Huellebecq non è una lettura del genere. Sulla scia dei recenti episodi in Francia, mi era sembrato il momento opportuno di leggere questo romanzo che fa della provocazione e della sferza, sia nei contenuti che nello stile, uno dei suoi punti di forza. Seguire la storia parallela di questi due fratelli dai caratteri e dalla vita agli antipodi non è stato per niente facile, ma soprattutto, devo confessare, non mi ha invogliato più di tanto a continuare la lettura. Devo dire che anche tutto l'ambaradan delle particelle elementari mi è rimasto molto fumoso. Insomma, di questo libro non c'ho capito una cippa quindi sono la persona meno indicata anche solo per tentare di fare un minimo riassunto. Vi ho spaventati?



Il secondo e ultimo libro che ho letto è '14 di Jean Echenoz. È anche lui un autore francese, devo dire che di lui mi aveva sempre incuriosito Lampi, un romanzo sul Tesla, che mi ispira molto (a partire dalla copertina...). Quattordici è un romanzo brevissimo, essenziale che, come si capisce facilmente dal titolo, è ambientato durante la Prima Guerra Mondiale. La guerra è la vera protagonista del romanzo, vista attraverso le esperienze di Anthime e di un gruppo di compagni, tutti chiamati alle armi da Nantes. L'effetto straniante del romanzo è che tutto scorre con una certa freddezza, senza soffermarsi su dettagli o su personaggi in particolare. Sembra di assistere ad un film muto, o di sfogliare un album di vecchie fotografie, non ci sono dialoghi particolari, ha il sapore di un racconto lontano. Echenoz lavora di sottrazione e la guerra sembra inizialmente un gioco: è questione di quindici giorni al più.

Nelle pagine finali però, l'orrore e la brutalità del conflitto raggiungono il culmine. Al fronte i destini dei vari personaggi si dividono, pochi torneranno indietro, pagando un caro prezzo. Sono molto indeciso nell'esprimere una valutazione su questo romanzo, in un certo senso oscilla tra la più assoluta banalità e l'essenzialità ricercata. Ecco, non mi so decidere tra queste due sensazioni. Lo stile asciutto a tratti è monotono, ma permette di aprire inaspettati momenti di leggerezza, o, al contrario, dare incisività ai momenti più crudi, senza cadere nel patetico. Sospendo comunque il giudizio finché non avrò letto altro dell'autore, che comunque promette bene, magari con romanzi più articolati.


E questo mese siamo arrivati veloci veloci alla conclusione di questo post... e non è una bella cosa.  


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