martedì 1 luglio 2014

Collezione giugno 2014




Con i libri letti a giugno sono arrivato al giro di boa di quest'anno di letture. Per ora mi sembra che proceda tutto abbastanza bene: mi guardo indietro e tutto sommato ho letto libri che mi hanno lasciato buoni ricordi. E giugno? Avrà contribuito? Ve lo dico subito.


Il primo romanzo che voglio citare è Roderick Duddle di Michele Mari. Un libro che ho tanto aspettato e non vedevo l'ora di leggere, dati i miei scoppiettanti precedenti con questo autore (qui trovate qualcosa). Roderick Duddle ha mantenuto le alte aspettative che avevo, è stato un vero piacere! Non vado oltre e vi spedisco subito alla recensione che ho scritto QUI. Oppure, ancora meglio, speditevi da soli in biblioteca o in libreria e dotatevi di questo libro.



Mentre sto scrivendo questo articolo mi sto accorgendo che questo mese ho letto ben quattro autori italiani ...vivi! Ma torniamo al resoconto. Un altro libro attesissimo finalmente giunto nelle mie mani è stato Unastoria, il graphicnovel di Gipi. Desideravo leggerlo da un sacco, ben prima che fosse tirato in ballo (e ben presto digerito) dal premio Strega. In questo libro si intrecciano le vicende di un uomo dei nostri giorni, uno scrittore afflitto da problemi psichici ad un passo dal baratro, e un soldato della Prima Guerra Mondiale. Gipi ha sicuramente talento nell'illustrare, con le parole e con i disegni, le forti emozioni dei personaggi e le atmosfere cariche di angoscia. Durante la narrazione Gipi riesce con grande sensibilità e bravura a far emergere dei temi e dei simboli che riescono a intrecciare le due linee temporali e creare un effetto davvero particolare. Un clima di attesa che tiene incollati fino all'ultima pagina. Unastoria è un libro che ho trovato piuttosto difficile da interiorizzare, ho dovuto rileggerlo un paio di volte e probabilmente non è ancora abbastanza. Mi rimane la sensazione che non sia un romanzo riuscito pienamente: è forse eccessivamente caotico e compresso. Occorreva uno sforzo maggiore nella sovrapposizione delle due linee narrative? Lo rileggerò. Notate che non ho detto una parola sul tema graphicnovel vs. romanzo? Se sia giusto o no paragonarli? Se sia femminile o maschile? Bene, sappiate che l'ho fatto apposta. Punto.


Vengo ora all'oggetto del mistero 2014, il romanzo che mi ha fatto più sudare in quest'ultimo periodo. Parlo de Il tempo materiale di Giorgio Vasta. È un romanzo piuttosto complesso che richiede una lettura attenta perché la sua bellezza risiede soprattutto in piccoli accorgimenti, piccoli scarti che capovolgono gradualmente la percezione di ciò che si sta leggendo. Il risultato è un romanzo magnetico, terribile e sconvolgente, anche se tutto ciò per la prima metà del libro non si sospetta nemmeno lontanamente. In breve ne Il tempo materiale si segue il pericoloso percorso di tre ragazzini palermitani della fine degli anni Settanta che vogliono emulare gli atti terroristi delle Brigate Rosse. Non voglio dirvi di più perché sto ancora cercando di riordinare le idee su questo romanzo, comunque lo consiglio assolutamente. Chissà, tra un po' potrebbe arrivare una recensione.


Ho letto anche una raccolta di racconti deliziosa. [Ma che schifo fa l'aggettivo 'delizioso'? È orripilante, sa di zia zitella piena di gatti, cuscini di pizzo e centrini sotto le tazze da tè. Non trovate? In ogni caso non mi viene in mente un modo migliore]. La vita non è in ordine alfabetico di Andrea Bajani è un libricino piccolo piccolo di racconti brevissimi sui temi più disparati, i racconti sono ordinati alfabeticamente. Questi raccontini non sono male. Bajani sa sfruttare molto bene le piccole cose, le storie minime della quotidianità famigliare, che diventano attraverso la sua scrittura emblematiche. Mi piace come sono stati centrati i racconti attorno ad un tema, mi piace come viene sfruttata la brevità senza l'effetto favola o paginetta di diario. In alcuni di questi testi traspare sottopelle un filo di inquietudine, inoltre ogni tanto entrano improvvisamente elementi irreali e immagini particolari che incrinano l'apparente realismo del racconto. Sono un po' indeciso se considerare questi racconti solo 'deliziosi' o qualcosa di più. Per questo vorrei prima leggere altro di Bajani, per vedere come se la cava in testi un po' più strutturati prima di sbilanciarmi.


L'ultimo romanzo che ho letto, preso totalmente a caso in biblioteca, è Enon di Paul Harding. Non ci siamo proprio, questo libro è la Noia. È vero che parla di un padre distrutto dalla perdita della figlia, quindi non mi aspettavo fuochi d'artificio, ma io trovo che in questo romanzo lo scrittore non riesca a suscitare nessun tipo di emozione; eppure con il libro precedente ha vinto il Pulitzer, mica è il primo che passa! Harding per me non ha sensibilità e capacità di gestire i diversi colori del lutto in modo che il libro possa essere interessante per il lettore. Enon è moscio, non ha nessuna dinamica interna, nessuna forza espressiva, procede piatto fino a un punto morto. Ci sono poi momenti al limite del ridicolo, personaggi da dimenticare e un modo di proporre i vari episodi davvero scarso e poco originale. Anche di questo romanzo prevedo di parlarne in un articolo apposito. Che gioia eh? Appunto, trovate la mia recensione QUI.


2 commenti:

  1. Roderick Duddle devo assolutamente leggerlo*_* Sono andata anche alla presentazioni di Mari e non ho dubbi che mi piacerà tantissimo. Gipi per me è sempre immenso, ma essendo fumettista/illustratrice forse sono un po' parte, e certi "errori" non li noto, o non li voglio notare. So solo che a me fa sempre un male cane leggerlo, ma un male positivo, che fa riflettere profondamente e mi arricchisce. E poi che dire dei disegni e della tecnica? Pagherei per creare immagini così emozionanti. Solo a guardarle mi smuovono qualcosa dentro. Di Vasta devo proprio leggere qualcosa perchè ne sento sempre parlare bene. Bajani non lo conosco, ma mi hai incuriosito a leggerlo. L'ultimo ha una copertina stupenda *_* XD

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    1. Sono d'accordo, i disegni di Gipi hanno qualcosa di speciale. Sono molto incisivi e trasmettono sensazioni ed emozioni in un modo dirompente. Ci sono alcune pagine in cui ti ritrovi a contemplare semplicemente un cielo grigio, il movimento delle nuvole, le luci della città, eppure sono così fondamentali per il romanzo! Però mi sembrava giusto provare a trattare Unastoria come fosse un qualsiasi romanzo per vedere quanto 'regge', secondo me anche da questo punto di vista è buono, ma si poteva fare di più. A impatto emotivo ci siamo tantissimo però ;-)

      Di Vasta e Bajani credo che leggerò altro per poterli inquadrare meglio, ho già qualcosa sottomano. Di sicuro ci tornerò su scrivendo qualche articolo.


      Sull'ultimo romanzo, beh, è gran parte colpa della copertina se ho letto questo libro...maledette copertine belle!

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