mercoledì 4 giugno 2014

Collezione maggio 2014




Evviva il Maggio dei libri! … circa. Non è stato un mese molto proficuo, non mi posso definire totalmente soddisfatto delle letture di maggio. Qualcosa di buono o di molto buono c'è, ma mi sono anche arenato su dei romanzi che non finivano più! Comunque sono sopravvissuto e questo è il resoconto a suon di mini recensioni.


Il ragazzo selvatico è l'ultimo libro di Paolo Cognetti. Si tratta di una raccolta di racconti che si può anche leggere come fosse un testo unico, un diario. Si ripercorre una lunga estate trascorsa in montagna dall'autore, dopo un periodo difficile e una sorta di blocco dello scrittore. In genere per me questi libricini a tema autobiografico sono il Male, sono sottoprodotti di autori stanchi che devono pur far uscire qualcosa ogni tanto. Devo dire che in questo caso non ho avuto questa sensazione. Certo, io non accosterei questi racconti a Sofia si veste sempre di nero, il romanzo di Cognetti che ha entusiasmato praticamente tutti i suoi lettori. Sono però racconti dignitosi e sinceri dal solito e riconoscibile stile asciutto e la grande attenzione al dettaglio, sia visivo che emotivo. Cognetti riesce a far entrare il lettore nella sua dimensione intima senza morbosità, mantenendo comunque un filtro che renda questi racconti interessanti anche letterariamente. Mi piace anche come sia sviluppato il tema della montagna, senza troppi luoghi comuni triti e ritriti e soprattutto senza spocchia da montanaro 'so tutto io e voi che vivete in città siete delle merde'. Mettiamola così, lo consiglio a chi abbia letto già qualcosa dell'autore, altrimenti buttatevi su Sofia e sarete felici.


Il romanzo migliore che abbia letto in questo mese è senza dubbio Veronica di Mary Gaitskill. Questo romanzo meriterebbe una recensione tutta per sé, ma l'ho letto con una tale foga che riesco solo a comporre delle impressioni. Dovrei rileggerlo con più calma. Il romanzo riguarda la difficile e intensa vita di Alison, un modella americana che ha conosciuto un'effimera fama e la conseguente rovinosa caduta. In questa parabola le vicende di Alison si intrecciano con quelle di Veronica, una donna molto diversa e all'apparenza molto forte. Veronica ha però il destino degnato, è malata di AIDS. Come si può immaginare i temi trattati sono molto forti, ma sarebbe un errore presentare il romanzo solo per le tematiche, non è un testo di denuncia o sociale. La Gaitskill ha soprattutto una scrittura fantastica, forte e raffinata allo stesso tempo. Una scrittura tesa, precisa e cruda, perfetta per la storia narrata, a tratti poetica. È anche notevole il modo in cui è costruito il romanzo tra passato e presente, tutto è ben controllato ed efficace. Non c'è retorica, è tutto così dolorosamente autentico.


Come sempre mi sono fatto giustamente fregare dalla smania di leggere qualcuno dei papabili dello Strega. Questo mese è toccato a La vita in tempo di pace di Francesco Pecoraro. Dato che ne ho parlato abbondantemente in una recensione dedicata, non mi dilungo qui. Per i più sbrigativi dico solo che: il romanzo è stato nettamente sotto le mie aspettative e di così innovativo, come si legge un po' dappertutto, non ha poi così molto se non niente. Su, fatevi coraggio, leggete la mia recensione → QUI !




Ora vi parlo di un romanzo di cui avrei tanto voluto rimuovere anche il titolo dalla mia mente. Si tratta del romanzo La fragile costellazione della vita. Qualcuno di voi penserà che io sia un mostro, scrivere male di un libro TRISTE che parla di una bambina orfana in Cecenia, un paese afflitto dalla guerra e dalla repressione di un potere autoritario; un libro che parla delle drammatiche vicende di uomini e donne che vivono nella paura e nella privazione... Io non mi faccio tanti scrupoli, il libro è scritto male, è un polpettone sentimentalone e smaccatamente cinematografico: i personaggi recitano come se avessero un copione, l'alchimia tra loro è inesistente, descrizioni approssimative evidentemente frutto di quattro ricerche su Google, incapacità totale nel rendere l'atmosfera in cui dovrebbe essere avvolta la vicenda. Non mi ha suscitato nessun tipo di emozione, colpa tutta imputabile alla scrittura piatta e snervante di Anthony Marra. Bellissimo esempio del fatto che il tema o la 'storia forte' non facciano mai da soli il romanzo, mai. Poi, vogliamo parlare del titolo stucchevole e furbissimo finto-poetico? Vogliamo parlare della copertina che sembra fatta con Paint? Questo romanzo è altamente sconsigliato, una noia mortale.



L'ultimo breve romanzo che ho letto è Il pretendente americano di Mark Twain, recentemente pubblicato per la prima volta in traduzione italiana da Mattioli. È il mio primo Twain, quindi non voglio sbilanciarmi troppo. L'impressione che ho avuto è stata positiva. È un romanzo apparentemente molto semplice, con al centro scambi di identità e di ruoli e l'intreccio dei destini di un nobile rampollo inglese e un eccentrico sbruffone americano. In verità, pur essendo piuttosto breve, in questo romanzo c'è una grande varietà di temi, registri e generi: ci sono momenti più riflessivi su temi come il lavoro, le masse, i privilegi, la libertà, ci sono poi scene apertamente comiche, parodistiche. Non mancano episodi molto bizzarri che non mi sarei mai aspettato e personaggi davvero estremi, dalle idee strampalate. Il pretendente americano è un ibrido tra romanzo e un testo teatrale. Stupisce questo tono di giocosa leggerezza che lascia spazio alla critica sociale e a riflessioni sull'identità americana,  specialmente se penso che questo romanzo è del 1892!


2 commenti:

  1. Ho amato profondamente "Il ragazzo selvatico". Più leggo Cognetti più mi piace, zero delusioni. Leggendolo proprio in questi giorni mi ha fatto venire una voglia impellente di andare in montagna a riscoprire il contatto della natura. Avrei preso la macchina e sarei scappata al volo XDXD Complimenti per il tuo blog comunque*_* bei articoli, e titoli interessanti e anche un po' diversi dal solito! Poco a poco me lo guardo tutto che così prendo spunto;)

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    1. Grazie grazie! Mi fa molto piacere che tu abbia trovato le mie recensioni interessanti!

      Di Cognetti oltre a questo ho letto 'Sofia si veste sempre di nero' . Mi è piaciuto molto. Devo dire che mi preoccupa un po' Cognetti, nel senso che non capisco esattamente che cosa stia facendo, su che cosa stia lavorando. So che è uscito da poco qualcosa di nuovo, però boh...sto ancora aspettando da lui un salto di qualità o comunque qualcosa di più sostanzioso che ne consolidi il valore letterario...vedremo!

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