sabato 1 marzo 2014

Collezione gennaio - febbraio 2014





Ora apro Anobii e vedo un po' cosa ho letto in questi due mesi. Questa è l'occasione non solo per un bilancio, ma anche per spendere magari due parole per i libri che ho letto ma di cui non ho scritto una recensione. Sono stati due mesi piuttosto soddisfacenti e, come sempre, sono saltati ogni proposito e ogni wishlist. Quasi tutte sono state letture casuali, ma molto fortunate.

Bando alle ciance, vediamo cosa ho letto.



Cominciamo con delle novità editoriali abbastanza fresche. Una lettura incredibile e consigliatissima è stata sicuramente L'infanzia di Gesù del premio Nobel Coetzee. Di questo romanzo ve ne parlerò molto presto con un articolo molto lungo e alquanto sconclusionato. Questa è letteratura, ne sono sicuro.




Sempre Einaudi ha avuto anche la brillante idea di pubblicare questa… roba. L'ultimo attesissimo romanzo (circa) di un altro autore strablasonato, sto parlando di Livelli di vita di Julian Barnes. Di questo capolavoro di inutilità ho già parlato → QUI.





Per quanto riguarda gli autori italiani contemporanei, ho letto due romanzi. Entrambi mi hanno colpito in positivo. Per primo vi segnalo Il desiderio di essere come tutti di Francesco Piccolo (Einaudi). Di questo romanzo se ne sentirà parlare molto questa primavera – estate, è infatti da molti considerato il papabilissimo Strega del 2014. Io posso serenamente vantarmi di averlo letto in tempi non sospetti. Sappiatelo. Anche di questo romanzo ho scritto le mie impressioni → QUI.



È del 2013 il secondo romanzo di Veronica Raimo, Tutte le feste di domani, per Rizzoli. Anche questo mi sento di consigliarlo, mi ha convinto sufficientemente. Ho già scritto una recensione QUI e a breve sarà disponibile su questo blog, lo so che fremete dalla curiosità!






Veniamo ai classici, classiconi o classici contemporanei che siano. L'unica rilettura di questi mesi è stata quella del romanzo di Milan Kundera, La lentezza. Un libricino molto breve che, nonostante la rilettura e un corso universitario sull'autore, ancora non riesco a comprendere fino in fondo. Ma questo è positivo! Sbattere il muso sulla complessità di Kundera fa bene a qualsiasi lettore.





Sempre in tema di complessità ho letto Agli dèi ulteriori di Giorgio Manganelli. È una raccolta di racconti veramente ostica. Manganelli gioca con la lingua, con il potere immaginifico delle parole, è un vortice e un labirinto. Lo ammetto, mi ha sconfitto, mi ha tramortito. 






Eschilo in tutta la sua barbitudine
Per motivi universitari ho anche letto le Supplici di Eschilo. Di certo non è la tragedia più strabiliante delle letteratura greca. Molto difficile entrare in sintonia con questo testo che, rispetto a tanti altri drammi greci, ha maggiormente subito il passare del tempo.






Mai sazio di mettermi alla prova con mattoni conclamati, è stato anche il momento adatto per confrontarmi con Kafka, con Il castello. Pensavo che fosse più difficile e articolato, in verità il problema è invece la sua pesantezza e lentezza. Io mi spazientisco facilmente, soprattutto quando capisco il meccanismo alla base di un romanzo. In questo caso emerge bene tutta l'angoscia dell'uomo di fronte alla sua incapacità cronica di cambiare le cose, affogato da un sistema burocratico impenetrabile e alienante. Dopo un po' mi ha annoiato. Sicuramente un romanzo importante, dai temi importanti per la modernità, ma non posso dire che mi sia anche piaciuto.




Altro capolavoro che ho letto in questi mesi è Lolita di Vladimir Nabokov. Non credo che serva spendere molte parole per questo romanzo, è lo stesso autore che ci chiede di leggerlo senza pensare ai massimi sistemi. Magari prima di leggerlo potrebbero essere utili alcune parole di Nabokov, nella sua splendida postfazione presente nell'edizione Adelphi. Vi propongo un estratto → QUI.




Ho anche fatto la conoscenza di un autore italiano che mi ha abbastanza sorpreso: Goffredo Parise. I suoi Sillabari sono veramente cariiini. Se non vi basta questo cariiini come recensione, potete trovare qualcosa di un po' più utile → QUI. 



Di Parise ho anche letto l'opuscoletto Dobbiamo disobbedire. QUI alcune mie considerazioni









In tema classici italiani, per non farsi mancare proprio niente, ho letto Con gli occhi chiusi di Federigo Tozzi. Federigo chi? Federigo Tozzi, fidatevi, non solo esiste veramente ma, a quanto pare, è un autore di primo piano nella storia della letteratura italiana. È un romanzo del 1919, ambientato in Toscana. Ovviamente non è una lettura che ti fa saltare per aria dalla felicità, ma ha qualche aspetto abbastanza interessante. Non è, come già temevo, il classico romanzone intriso di realismo, di miseria e di 'quanto è dura la vita dei poveracci'. E' un testo invece molto agile e breve. Ci sono sì molte descrizioni della campagna senese, ma sono i personaggi e il modo con cui sono caratterizzati ad essere interessanti. Si parla giustamente di romanzo psicologico, o comunque è un testo dove al centro non ci sono tanto le azioni ma le intenzioni e le prospettive del protagonista, Pietro. È un giovane molto particolare, schiacciato dalla figura del padre, afflitto dall'indolenza e l'incapacità di vivere e di avere sani rapporti interpersonali, specie con l'amata Ghisola. Questa capacità introspettiva e la scelta di un personaggio così spiccatamente antieroico portano Tozzi nella scia dei grandi romanzi moderni novecenteschi. Consigliato? Solo a chi cerca una conoscenza della letteratura italiana un po' più profonda.





Gennaio 2014 è stato anche il mese in cui ho letto il mio primo graphic novel, o forse si dovrebbe dire la mia prima graphic novel. Chiediamolo all'Accademia della Crusca! E da quel che ho capito sono ammesse tutte e due le possibilità. Ho letto La mia vita disegnata male di Gipi. Mi ha coinvolto, mi ha fatto ridere, mi ha toccato, mi a convinto. Lo equiparerei a un romanzo più che discreto. Devo leggere altro di Gipi. Insomma, graphic novel sì, ma senza gridare al miracolo per una nuova (?!) frontiera della letteratura...




Lascio in fondo una vera perla: Carver Country. Un riuscitissimo connubio tra narrativa e narrazione attraverso le fotografie. Davvero uno strumento imperdibile per avvicinarsi ai racconti di Raymond Carver e leggerli con occhi diversi. Anche di questo libro ne ho parlato diffusamente in un post apposito che vi invito caldamente a leggere → QUI.


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